Il prode Pericci ieri mi ha mandato un MMS con una foto del Cinema demolito.  Mi è preso un po' di magone, anche se da tempo immemorabile il Gambrinus era ridotto a un rudere senza speranza. Allora, siccome tra poco farò quarant'anni e quando andavo al cinema al Gambrinus pensavo che a quarant'anni uno è decrepito, voglio fare un po' il vecchino e sparare ricordi a casaccio per dare un saluto a un vecchio amico.

Da piccolo mi facevano un po' paura le grosse statue nere che c'erano all'ingresso. Quando nell'intervallo andavo al bagno ci dovevo passare sotto e mi spicciavo sempre.

La sala mi pareva enorme, coi seggiolini di legno, e la galleria era un posto misterioso dove andavano i più grandi. Ci ho messo un po' prima di andare a vedere i film di sopra. Poi però da 12 anni in su, sempre di sopra: ero grande.

La domenica cartoni animati, film di guerra (Il ponte di Remagen l'ho visto tre o quattro volte), classiconi. Una volta azzardai la visione di Ben Hur ma alle sette tornai a casa che non era finito perché avevo fame ed era quasi ora di cena. Guerre stellari a sette anni in prima fila per il cinema pienissimo fu un'esperienza mistica bruciante che ricordo ancora benissimo.

I pomeriggi d'estate a fare compagnia a Daniele Capuccini e poi a vedere i film a scrocco, ma anche le volte nell'aria arsa della cabina di proiezione con Raffaello Becherucci, e il proiettore era meraviglioso, con la prosaicità del montaggio delle pellicole fatto con la taglierina e lo scotch e il fantascientifico retró della lampada ad arco coi carboni.

Infine, quella volta che, col cinema già chiuso da parecchio, sono andato a frugare nel sottoscala dove c'era il magazzino dei manifesti e delle locandine, centinaia di manifesti piegati in bell'ordine con gli ultimi vent'anni abbondanti di cinematografia. Odore di carta vecchia e umido, ma da sotto le pile tiravo fuori ricordi ed emozioni. Mi ricordo che diversi manifesti li attaccammo nella "Palestra dei Bozzi" (un'altra storia da raccontare), ma mi portai a casa quattro o cinque locandine che conservo ancora con amore.

Ci sarebbero altre cose, ma sono un po' pecorecce, magari i protagonisti potrebbero aggiungere nei commenti...

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