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Fa' di nòcciuli. Fare di (coi) noccioli. Fare una cosa in maniera incompleta e abborracciata, alla meglio. Il costrutto si usa per lo più al negativo: «Qui 'n si fa mica di nocciuli» si dirà per vantare le proprie abilità.

Fa' pari. Fare pari. Riuscire a fare una cosa perfettamente e senza problemi. Usato per lo più al negativo:«Qui nun si fa pari a 'nfiasca’ 'l vino: beve meno, ghiotto!»

Falla pulita. Farla pulita. Falla pulita significa uscire indenni da una situazione difficoltosa. «Oh! Nun ne fo una pulita!» si dirà quando si viene sempre colti con le mani nel sacco.

Fangareccia. Pantano, distesa di fango.

Farro. Non si tratta del cereale di moda (a Santa Fiora specialità esotica) ma di un aggettivo. Significa infatti guasto, malfunzionante, incerto. Si dirà quindi farro il tempo incerto, come farro sarà definito il ginocchio di Ronaldo.

Fattòtu. Factotum (v.Squicquari).

Fava. Membro maschile, da non confondere coll’omonimo legume che è invece detto baccéllo. Il modo di dire deriva evidentemente dalla similitudine tra il baccello delle fave e il grillo maschile. Uno dei termini in assoluto più usati in ambito santafiorese anche come insulto maschile: «Sei proprio ‘na fava!».

Fava d'Aronne. Archetipo biblico del membro maschile, usato anche nelle risposte negative e stizzose al posto delle meno nobili formulazioni 'na sega e un par di coglioni. «Che hai trovato ai faggi?» «La fava d'Aronne». Aronne era il personaggio biblico che percuotendo la verga per terra aveva fatto zampillare l’acqua, da qui tra la verga/bastone e la verga/membro virile ovvero fava, il passo è davvero breve.

Fava ghiaccia. Persona di scarsa vivacità e di intelligenza poco pronta. In questo caso si assimila la scarsa attività della fava a quella generale del portatore della medesima. Da notare che si può usare fava ghiaccia anche per le donne.

Fermo (a fermo). La sbornia a fermo è quella che consiste nel mettersi a sedere col fiasco davanti e vuotarlo con tranquillità senza bisogno di essere agitati o andare in giro. Si tratta dell'ennesima categoria di sbornia che, unitamente alle altre, quella sorda (v.), quella risaiona, quella a versi e via conciandosi, forma quella branca del sapere umano detta fenomenologia etilica più volte studia dalla Scuola Viennese.

Fettùzzula. Fetta di polenta, ma più raramente anche fetta di pane. «Nina, ‘l somaro ha magnato tutte le fettuzzule!» «Piglia ‘n sasso e sgarganellalo!».

Fiacca. Figura mitica di clown, che deve aver più volte frequentato la scena santafiorese intorno agli anni '50, tanto da rimanere impresso imperituramente nella memoria dei ciacciai. Si dice infatti Fiacca la persona malmessa, come si chiama l'ombrello di Fiacca l'ombrellaccio scassato con le stecche troncate e la tela scucita (il mio, per esempio).

Filancicoso. Sfilacciato; si dice per esempio delle pessime fettine che qualche volta i macellai rifilano a 'ste massaie: «Ma che è 'sta soletta filancicosa?». Perdonate la finezza ma si dice filancicoso anche di certi catarri (bleah!)

Fischio. «Che mi compri al mercato?» «Un fischio!». Questa risposta si riferisce al fatto che una volta, intorno agli anni '50, la cosa meno costosa da comprare per i bambini al mercato era un fischio; il fatto che sovente sia sostituita dalla più volgare un par di coglioni indica che oggi viene usata come negazione. Fischio si chiama anche l'apertura che le mutande maschili recano sul davanti.

Fochi. Fuochi artificiali; si ritrova nel costrutto dopo 'fochi che si usa in casi di grave di ritardo: «S'arriva dopo 'fochi», ovvero quando i fuochi artificiali sono già finiti, quindi in amplissimo ritardo.

Fogàssi. Fogarsi. Aggredire improvvisamente, sia verbalmente che materialmente. Per esempio ci si foga quando ci si butta sulla piattata di tortelli, ma si foga anche la suocera al genero…

Fógo. «Fa fógo» o «mette’ fógo» significa mandare di traverso, soffocare. «Nun mi mette’ fógo» si dirà a chi ci vuol far mangiare di corsa. Termini equivalenti sono «mi fai fa’ calce» e «mi fai fa’ bozzo».

Fónfo. Morbido, cedevole, sóllo (v.).

Forèstico. Selvatico, ma anche la persona ritrosa, poco espansiva. L'animale o la persona che sono diventati forestici si dicono inforestichìti.

Fra' Dàmuse. Epica figura di frate che faceva danni ad ogni pie’ sospinto. Si usa per appellare una persona che fa più danni della grandine.

Fradicia’. Fradiciare. Infradiciare, bagnare fino al midollo.

Franiccio. Luogo franoso ed instabile, modello sasso di Petorsola.

Frate. «È arrivato 'n altro frate, brodo lungo e seguitate!» Questa frase è il nostro equivalente di “aggiungi un posto a tavola”, sollecitando ad allungare il brodo per poter servire una persona arrivata all'ultimo momento. Quando invece si vorrebbe riuscire a sbrigare più faccende in una volta, ma non ci si riesce, si usa il detto: «Cento frati, cento volte; ‘n frate solo, ‘na volta sola». Non vi pare anche a voi che i frati in questi proverbi rompano sempre un pochino le scatole?

Frazzumaglia. Insieme di cose inutili, o insieme di persone male in arnese, marmaglia.

Frega’. Fregare. Al di là del significato solito di turlupinare o sottrarre, a Santa Fiora il verbo assume il significato più originale di lanciare:«Ti frego da la finestra!» è minaccia ricorrente in certe situazioni movimentate.

Fregafummo. Epiteto che viene di solito rivolto ai bambini molto vivaci, tali appunto da fregare il fumo, cosa di per sé inafferrabile. Questo dovrebbe rivelare la straordinaria vitalità e irrequietezza del fregafummo in questione, vitalità e irrequietezza che spesso richiederebbero un bel misurato nocchino nel capo.

Frégna. Versione ‘gnorante di tacchina (v.). Interessante la frase tradizionale: «Fregna pipa’, disse Fidalma», da usare qualora ci si trovi in situazioni che esorbitano la nostra capacità di giudizio o d’azione: «Quanto costerebbe ‘sta televisione al plasma?» «Diecimila euro» «Fregna pipa’, disse Fidalma!»

Frégno. Qualsiasi oggetto di cui si misconoscano le funzioni e la struttura (per esempio i gadget che regalano i negozianti a Natale). Si dice fregno anche di un bambino piccolo e particolarmente discolo: «Ma di chi è figlio 'sto fregno?».

Frìccioli. Ciccioli di maiale adatti per fare una ciaccia dietetica di sopraffina bontà.

Fròce. Narici. Si chiama infatti frocìna quella sorta di pinza di ferro che si applica alle narici delle bestie vaccine per appirozzarle dentro la stalla.

Frociulone. Vedi bamboccio.

Fróllo o gróllo. Muco nasale (vedi sfrollassi), specie quando è copioso. La Scuola della Serrata conserva il modo di dire: «Cu’ ‘sto raffrescore m’è venuto ‘l grollo com’ a le pecore vecchie».

Frùciula. Fare la fruciula significa radunare le foglie e le lappe rimaste nei castagni dopo la castagnatura(v.) e bruciarli. Non di rado si possono ritrovare castagne sempre buone che così si cuociono a puntino.

Fruzzica’. Agitare in un foro con un bastoncino, ma anche nazzica’ (v.). Una volta era normale risolvere i problenmi di stitichezza dei bambini piccolissimi fruzzicandogli il sedere col candelino, ovvero con una piccola candela, operazione decisamente non consigliabile agli adulti.

Funga. Grosso fungo informe che cresce sopra i ceppi tagliati: c'è chi dice che sia buono; personalmente non l'ho mai provato (né mi curo di provarlo).