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Gàbbicia. Figura femminile leggendaria. Doveva essere una donna piuttosto sciorna (v.), di conseguenza il nome viene a volte usato per persone non molto sveglie.

Galétti. Garretti, polpacci.

Galla. Vescica. Bolla sierosa derivante da scottature o sfregamento.

Gambrìnusse. Gambrinus, parco principale di Santa Fiora, stranamente intitolato al mitologico monaco inventore della birra, dove si andava a giocare a pallone e a fare salti con le biciclette, oltre che a praticare altre attività più da grandicelli. Gli altri Parchi urbani sono: i Giardinetti davanti alla Coop, ormai irrimediabilmente sciupati, il parco della Faina e la Pinetina lungo la Provinciale, il parco della Peschiera. Sembra che ultimamente siano all’ultima moda sia la costruzione di strane strutture di foggia inusitata nei parchi che l’espianto degli alberi.

Gara. Capriccio infantile. Prende' la gara o fa’ le gare significa perciò fare i capricci (vedi tanganà). «Bada come s'è 'ngarito!» si dice del bambino che fa i capricci e non sente ragioni, e dopo gli si da du' manate.

Gatto. «Bercia’ come 'n gatto stretto a 'n uscio» significa appunto urlare in modo alquanto stridulo; del resto provate a chiappa’ 'l gatto all'uscio e poi raccontatemi cosa è successo! Gatti si chiamano anche gli abitanti di Monticello. «Esse' del gatto» invece significa essere in grave pericolo: infatti il gatto gioca a lungo la preda, straziandola. (v. lustro)

Ghiabà. Termine oramai quasi in disuso, stante a significare confusione, sia come discussione animata che come discorso poco intelligibile. Rimasto famoso il Ghiabà di Iocanino, ovvero una canzoncina stranissima e completamente incomprensibile che Iocanino, una donna ricordata dai nostri genitori, cantava di quando in quando.

Ghirba. Tanica

Gioco. Esiste un costrutto: «Prima che 'l gioco resti», che si usa analogamente a “prima che sia finita”; per esempio: «Prima che 'l gioco resti, ti fo 'n muso cusì!»

Gioculànte. Giocoliere, acrobata, ma anche in senso più largo qualsiasi persona abbia a che fare col mondo del circo e simili. Il termine di per sé ha una lieve connotazione negativa, che sicuramente deriva dall' aspetto da disgraziati degli artisti che passavano da Santa Fiora, ovvero quelli dei circhi più pulciosi del mondo (vedi fiacca).

Giovanottino. Adolescente che si crede già adulto. Si trova nella frase: «Porta’ i capelli alla giovanottino», ovvero corti e pettinati all'indietro

Giovassene. Giovarsene. «Usare o fare qualcosa, senza schifo o nausea» (Borzacchini). «Nun me ne giovo!» si dirà di fronte alla pietanza servita nella ciotola del cane. Giovareccióso si dice della cosa, o del luogo, di cui ci si può giovare. Da notare che certe pietanze rustiche, come la trippa, o le cotenne coi fagioli, sono molto più gustose se mangiate in posti poco giovarecciosi.

Giro del tegamino. Passeggiata tipica che parte dalla rotonda del Ponte, continua lungo Viale Marconi, gira intorno alla Pinetina, passa di fronte alla Casa di Riposo e ritorna lungo il Ponte.

Girondulóne o giróne. Persona che è sempre in giro, che non riesce mai a stare ferma un attimo nello stesso posto.

Giubba. Giacca. Si dice comunque: «Sei 'na giubba!» del compagno del gioco delle carte che non fa niente, per l'appunto come una giacca messa sopra la sedia e lasciata lì anzi, forse la giubba farebbe meno danni.

Giubbata d'acqua. «Se 'l tempo peggiora ci chiappamo ‘na bella giubbata d'acqua!». Non credo che ci sia da spiegare molto di questa frase, se non per far notare la solita unità di misura a occhio: la giubbata.

Giubbìna. Sinonimo di baschina (v.). È curioso come un capo di vestiario venga accomunato all'attività bastonatoria: un processo simile è stato compiuto per la moderna e sportiva felpa di cazzotti.

Giumèlla. Scodella. «Fa’ la giumella co' le mani» significa appunto disporre le mani a scodella.

Gnaula’. Gnaulare. Il miagolare dei gatti.

Gnuda’. Gnudare. Spogliare.

Godìo. Godimento. Per il solito meccanismo del contrario si dirà, per esempio, «Che godìo!» dopo essersi tirati il cassetto delle posate sopra l'alluce.

Gógliolo o b. Aggettivo che significa marcio, fradicio.

Granata. Scopa, magari di saggina, e per associazione di idee anche donna piuttosto segaligna ed assolutamente magra.

Granocchia. Ranocchietta.

Grattacàcia. Grattugia per il formaggio, ma per derivazione qualsiasi superficie scabra e rasposa.

Grèmbio o grembiàle. Grembiule da cucina o da lavoro.

Grénna. Animale poco adatto al lavoro, da lì alla persona vagabonda o comunque poco propensa alla fatica il passo è breve.

Gréppa o sgréppa. Discesa ripidissima.

Grottaióne. Persona della grotta, ovvero eremita che non esce mai e che comunica poco, con il quale c'è poco gusto ad intrattenersi.

Grufo. Persona ignorante e poco dedita alle delicatezze: «Accident'a quand' ho sposato chel grufo del mi' marito».

Guardietta. Il vigile urbano del paese, la principale attività del quale, ai miei tempi, era impedire a noi ragazzetti di giocare a pallone in piazza o al pattinaggio, creandosi senza rimedio, nelle nostre giovani menti, la fama, per citare il Borzacchini, di «prepotente co’ deboli, servile co’ pettoruti».

Guazza. Rugiada mattutina.

Guscialotto. Termine che si riferisce alle castagne mal sviluppate che sono praticamente solo guscio, e quindi vuote.