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Lapo. Ape, plurale lapi. Sia l'Ape Piaggio sia quello che fa 'l mèle (v.). L' Ape, quello motorizzato, è un elemento importante nell'ambito dei trasporti popolari, perché tutti quelli che avevano l'asino si sono poi comperati l'instabile triciclo a motore. Grazie ad una commistione di scarsa abilità di guida, sovraccarico e fatalità si sono registrati moltissimi comici casi di baltata (v.balta’). Insomma, l'Ape come status simbol degli omìni col cappello…

Lappa. Il riccio che racchiude le castagne. Aprirlo bene e velocemente richiede una certa pratica per non conciarsi i polpastrelli come puntaspilli, stimolando sgradevolmente le terminazioni nervose (un male cane). Lappa si dice anche di una persona noiosissima e rompiballe. «Meglio fassi ‘na sega con du’ lappe!» si dirà qualora ci vengano fatte proposte mal gradite e completamente da rifiutare.

Lécca. Schiaffone, colpo dato di piatto, nel muso o addosso. «Se nun fai per bene, ti do du' lecche t'aggioglio!»

Lègna. Persona noiosa e lagnosa, che fa tutto lentamente e di malavoglia.

Lepro. Lepre. Comune anche l'accezione color lepro (o color lepre) per indicare una cosa molto sporca, del colore appunto del mantello del lepro. «È magro 'l lepro!» si esclamerà tristemente commentando uno scarso successo, o un pasto scarso e raffazzonato.

Lézzo. Sudiciume, sporco, ma anche stato di agitazione nervosa, irritazione. Si dice infatti: «Non mi fa veni' 'l lezzo!» (v. orso).

Lìcite (o loco comodo). Latrina. Il secondo nome evoca il piacere ed il rilassamento che si prova nell'esercizio delle proprie funzioni escretive.

Lippe lappe. Espressione equivalente a per un pelo.

Locco. Allocco, scemo.

Lólla. La semola del grano. Il termine viene usato nel detto magna’ anche la lolla, per indicare una persona di bocca buona che mangia tutto senza problemi. «Ma ti magni anche la lolla!» è una frase che mi viene rivolta spesso durante i pasti dai miei commensali.

Lordanza. Persona particolarmente sudicia (lorda). Rimane tale sia al maschile che al femminile.

Lucèrdula. Letteralmente lucertola. Piccolo animale destinato a subire le sevizie dei bambini (ora un po’ meno, la televisione assorbe troppo tempo).

Lùchia. Favilla, scintilla, ma anche piccola quantità. «Lo voi ‘n bicchiere di vino del mio?» «Giusto ‘na luchia».

Lumaccio. Lumacone, di quelli che fanno la bava.

Lume. «Morto Cristo, spento 'lumi» è l'equivalente santafiorese di «Fatta la grazia, gabbato lu santo». Il proverbio indica la cessazione di ogni rapporto con una persona, una volta ottenuto quello di cui avevamo bisogno.

Lupina. «Bercia’ a la lupina» vuol dire gridare ad alta voce come quando ululano i lupi; alla lupina si può anche canta’, specialmente dopo diverse passate al bancone del barre.

Lupino. Tipo di callo del piede.

Lustro. Esse' lustro o sta’ lustro significa essere in una situazione di grave difficoltà, dalla quale difficilmente si uscirà sani e salvi. Evidentemente il divenire lustro (lucido) comporta manipolazioni energiche, del tutto simili alla punizione che sta sospesa sul capo del soggetto.