V

Vado. Passaggio, apertura, porta. «Nun trovo 'l vado!» si dirà dopo tre ore che si gira intorno ad una siepe senza trovare il passaggio.

Vagliato col cancello. Per chi non lo sapesse il vaglio è un setaccio che serve a selezionare materiali sfusi secondo la grandezza. Per fare un esempio avremo quindi il vaglio fine che lascerà passare solo i materiali fini, trattenendo i materiali più grossi, ma vagliando col cancello a maglie larghe passeranno anche le materie più grezze e meno raffinate. «Fine, vagliato col cancello!» si dirà di chi si gratta a tavola il capo con la forchetta o vedendo in televisione uno degli spettacoli del Bagaglino.

Vago. Acino d'uva

Vedo Saturnia. Risposta standard da dare al solito scemo che quando si è in alto (sopra una scala, su un albero, e così via) chiede: «Che si vede?». Notare che Saturnia è completamente nascosta dalle colline intorno Santa Fiora, e non sarebbe comunque possibile vederla, in nessun modo.

Vénco. Con la pelle rialzata e macerata dal troppo stare in acqua (vedi rinveni’).

Vento. «Vento futuro, entra da la bocca e esce dal culo!» è il commento che si adopera signorilmente di fronte ad una ben piazzata scurreggia. «Meno vento!» si dica invece alla persona aggressiva che sinceramente ci ha rotto i cogliómberi.

Ventrìcchio. Ventricolo, inteso non come parte del cuore ma come stomaco. Si narra che i primi commenti entusiastici di un bagnolese alla visione del primo film western furono: «Bello: carrozze a buc'aitto, coippi nei vventricchio, pistulettettate!» (Per i civilizzati: carrozze ribaltate, cazzotti nello stomaco, colpi di pistola - praticamente tutta l’estetica western in meno di 10 parole).

Verga’. Vergare. Percuotere con o senza la verga, ma anche lanciare dall'alto: verga’ di sotto. «Verga!» come interiezione, esprime stupore di fronte ad un incidente.

Vespe. Vespa. La vespa si dice “la vespe”, le vespe si dice “le vespi”.

Vetrinaro o vetrinaio. Veterinario.

Vézzo. Collana o gioiello, ninnolo femminile. Si ritrova anche nell’espressione: «Sfila’ come 'n vezzo», che paragona lo sfilarsi delle collane allo sfilarsi della schiena. «Se casco mi sfilo come 'n vezzo!»

Vidaresco. Vistoso livido, ematoma.

Vièto. Che ha sapore e/o odore rancido (invietito).

Vinèlla. Prodotto della torchiatura dei graspi e delle bucce dell'uva, magari dopo che vi si è aggiunta una secchiata o due d'acqua. Praticamente non sa di niente e ha bassa gradazione, per cui il termine è passato a definire anche qualsiasi vino pressoché insapore

Violino. «Tanto sonatti 'n corno che 'n violino!» è un modo di dire usato per ribadire la durezza di chi fa finta di ascoltare ma poi fa come gli pare e piace.

Vitabbia. Pianta rampicante che cresce lungo i tronchi di determinati alberi. I fusti secchi sono adatti a essere fumati. Credo che tutti i ragazzi di Santa Fiora abbiano fumato almeno una volta le vitabbie, quasi come fosse una sorta di iniziazione alla vita "da grandi".

Volano bassi. Espressione usata per indicare il freddo intenso, chi vola basso ovviamente sono i volatili. «Com’è fori?» «Volano bassi, atturati bene».

Volpe. La volpe compare nella frase «di’ puttana a la volpe», che si riferisce ad una azione particolarmente inutile e senza speranza di riuscita: è noto infatti che la volpe se ne frega se le si dice puttana e continua imperterrita a vuotare il pollaio. Importante è poi il termine volpe manìna, ovvero la volpe dotata di mani, che le galline non le sgozza ma le porta via nel sacco.