Z

Zàccara. Fango, ma anche una macchia, sia di fango che d'altro. Zaccaroso è la persona sempre macchiata.

Zampo. Zampa, gamba. «Mi' oh! Che zampi!» si dirà ammiccando una donna con i polpacci grossi come tronchi.

Zappa. «Allora non è l manico, è la zappa!» si esclama quando, tentando di risolvere un problema, ci si accorge di aver sbagliato completamente impostazione.

Zappastro. Zappa sottile per lavori di rifinitura.

Zeppa’ o zeppi'. Zeppare, vedi inzeppa’.

Zeppo o zeppìto. Riempito in modo tale da avere una notevole consistenza. Anche inzeppato o inzeppito.

Zinàle. Grembiule da cucina, detto anche grèmbio. La zinalata è una quantità di cose pari a quella contenuta in un zinale.

Ziro. Orcio di coccio a forma di botticella, usato per riporvi l'olio d'oliva; si dice anche di una persona bassa e tarchiata. Ziro segato si dirà invece di chi è inadatto al lavoro che svolge.

Zìzzola o zìzzula. Vento freddo e pungente: «Madonna che zizzule stamani!» si dirà con perspicacia mettendo fuori il capo alle sette di mattina di febbraio, a meno dieci.

Zòcculi. Zoccoli, ma più che altro pezzetti di pancetta che insieme alle uova servono per fare la «Frittata co' zocculi».

Zolla. Insulto che indica la trivialità ed il basso livello della persona alla quale è rivolto.

Zoppagalletto. Procedere saltellando su una gamba sola.

Zucca’. Zuccare. Dare colpi di testa. Tipico dei caproni e di chi somiglia loro.

Zuppa cotta. Nome col quale si classifica la neve fradicia che si forma sulle strade a causa del passaggio degli autoveicoli. Il nome richiama la consistenza del pane bollito, per esempio nella pappa col pomodoro.